Censimento del materiale video

///Censimento del materiale video

HMRE 003. 1984. Il sole sorge sulla Super Servant 3, una nave da carico pesante battente bandiera olandese che naviga in mezzo alle acque del Mediterraneo; i colori del video sono alterati: il mare color magenta rende l’atmosfera decisamente surreale, come fosse una scena proveniente da un pianeta lontano. Un uomo a torso nudo fa jogging correndo attorno alla mole imponente delle due gru a cavalletto siglate Reggiane-Paceco, ancorate saldamente al ponte della nave. La traversata verso il porto di Limassol durerà ancora diversi giorni e l’equipaggio cerca di tenersi impegnato come può.

Visionare il materiale video dell’Archivio Storico delle Officine Reggiane è un’esperienza sorprendente; oltre al fascino del repertorio industriale, alla documentazione dell’attività internazionale delle officine emiliane, si celano, nascosti all’occhio superficiale, tutta una serie di momenti magici (“Magic Moments” per citare il lavoro video dell’artista Hajra Waheed) in cui la bellezza si trova laddove non la si aspettava. Così, scorrendo i frame degli oltre mille minuti di pellicole in 16 e 8 mm, dei VHS, dei nastri magnetici e dei Super8, lo spettatore può trovarsi davanti scene singolari: come quella di un uomo, operaio specializzato, vestito solo di un walkie talkie che regge nella mano destra, mentre rimane immobile sotto il sole cocente del porto di Genova, fisico statuario come un bronzo di Riace, intento a sovrintendere alcune operazioni d’imbarco di una gru portainer destinata a Cipro. Oppure il collaudo di un braccio meccanico per lo scarico di materiale sabbioso dalla stiva delle navi che si innalza dalla banchina con l’enfasi di un’astronave sotto le note di una versione Funky di “Così parlò Zarathustra”, la nota colonna sonora di 2001 Odissea nello spazio.

Oltre alle singolarità, la ricchezza di questo materiale si misura nella dimensione del dettaglio: alcuni dei cortometraggi (soprattutto i 16 mm di produzione americana) affiancano alla documentazione di tipo industriale, le caratteristiche e lo sguardo del video-documentario di folklore; così, tra le immagini di sollevamento di componenti meccanici per varie attrezzature portuali, troviamo delle viste della spiaggia di Rio de Janeiro affollata da bagnanti e turisti; panorami di una giungla lussureggiante punteggiata dalle rovine di antichi templi Maya o usi e costumi di un mercato messicano.

Anche le sequenze più tecniche possono contenere dettagli di costume: la benedizione di un cantiere navale alla sua inaugurazione, la gestualità vigorosa degli operai e i loro sguardi timidi, colti nell’imbarazzo di essere ripresi; tutti elementi e indizi capaci di svelare informazioni preziose, e non solo per lo storico specializzato. C’è tanta umanità dentro a quello che a prima vista può sembrare solo un archivio specialistico.

Per la prima volta dal loro ritrovamento e dal loro versamento in digitale, questo materiale è stato oggetto di una catalogazione preliminare: ogni filmato è stato schedato e osservato con l’occhio critico non di uno storico (a cui spetta ora un lavoro ben più lungo e meticoloso) ma di un fotografo, intenzionato a cogliere e verificare la portata visiva e culturale di questo piccolo patrimonio visivo.

Questa prima schedatura è liberamente fruibile dalla cittadinanza e dal pubblico interessato attraverso il sito dell’Archivio Storico Reggiane (www.archivioreggiane.it/patrimonio/fondo-audiovisivo), dove sono messi a disposizione anche alcuni brevi trailer dei materiali più interessanti che potranno poi essere visionati integralmente in archivio.

Un altro piccolo passo verso la riqualificazione del patrimonio delle Officine Reggiane.

Nicolò Maltoni

2020-01-15T10:53:29+00:00gennaio 14, 2020|